07 marzo 2010

La pressione fiscale in Italia soffoca l'economia

Italiani tartassati, pressione reale al 52,5%


7 marzo 2010 

Roma – “I contribuenti italiani sono costretti a sopportare una pressione fiscale del 52,5%“. È questa la stima elaborata da KRLS Network of Business Ethics (www.krls.net) per conto di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani, un dato “che supera di circa 9 punti percentuali quello ufficiale che annualmente viene dichiarato dall’Istat”. I professionisti di KRLS sono arrivati a questo risultato “sottraendo” dal Pil nazionale la quota relativa al sommerso economico.

“Tutto questo partendo dalla considerazione che chi evade, anche se crea Pil, non paga tasse e contributi” – osserva Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – “L’istituto nazionale di statistica non fa altro che applicare le disposizioni previste dall’Eurostat che stabilisce che i sistemi di contabilità nazionale di tutti i Paesi Europei devono includere nel conteggio del Pil anche l’economia non osservata. Diverso è il risultato se si depura la quota addebitabile al sommerso economico, che come noto, non subisce alcuna tassazione”.

“Dalla rielaborazione dei dati – continua Carlomagno – emerge che la pressione fiscale in Italia nell’ultimo anno è cresciuta più degli altri paesi europei. Colpa anche della lotta all’evasione fiscale che non funziona. Solo allargando la base imponibile è possibile ridurre le imposte a chi le paga”.

Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani


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